Area Giuridica

Separazione dei coniugi e affidamento paritetico

Di recente si è posta in evidenza la scelta coraggiosa operata dal Tribunale di Brindisi di riformare le Linee guida per la sezione famiglia, operando una nuova lettura delle norme in tema di affidamento dei figli, maggiormente orientata a modelli paritetici. Punto di partenza di tale rivoluzione è la legge 54 del 2006 che ha introdotto il principio dell’affido condiviso quale regola di affidamento per i figli minori; l’affidamento esclusivo ad un solo genitore è disposto dal giudice “ qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro si contrario all’interesse del minore.

I principali aspetti operativi di questa rivoluzione:

in primis vi è la soppressione della figura del genitore collocatario, con conseguente venir meno delle disposizioni in ordine all’assegnazione della casa familiare.

La residenza dei figli, avrà valenza meramente anagrafica, con conseguente domiciliazione degli stessi presso ambedue i genitori.

La frequentazione dei figli da parte dei genitori dovrà ispirarsi “…al principio che ciascun genitore dovrà partecipare alla quotidianità dei figli”. I genitori pertanto dovrebbero trascorrere tempi tendenzialmente paritetici con i figli. In conseguenza della ripartizione più equilibrata tra i genitori, cambieranno anche le modalità di mantenimento dei figli. Di fatti, salvo in casi di evidenti disparità economiche tra i genitori, sarà sempre da preferire il mantenimento diretto al posto della forma indiretta cioè il tradizionale assegno da versare al coniuge collocatario.

Per quanto attiene poi alle spese straordinarie, il Tribunale, predilige la distinzione non già tra spese straordinarie e non, bensì tra spese prevedibili e imprevedibili.

In ultimo, il Tribunale di Roma con decreto di omologazione del 12-09-2017 n. 25623 ha riconosciuto l’affidamento condiviso paritetico di minori a duna coppia in giudizio di separazione consensuale che hanno pattuito per gli stessi una permanenza equilibrata con il padre e con la madre con frequenza a settimane alterne; il mantenimento è diritto di ciascuno per il tempo in cui avrà i minori con sé con ripartizione delle spese non prevedibili.

CONDIVIDI SU
ARTICOLI CORRELATI
È reato non versare l’assegno di mantenimento al coniuge
Assegno temporaneo per i figli minori al via dal 1° luglio
Separazione e divorzio davanti all’Ufficiale dello Stato Civile